23 Oct 2011

Tante girandoline colorate

La settimana scorsa c'è stata la festa di compleanno del mini-cuginetto australiano che ha compiuto 4 anni.
Eravamo in tanti, molti adulti, ma anche un discreto numero di bambini di tutte le età e mia cugina è stata parecchio impegnata con i preparativi, a cominciare dalle decorazioni che giocavano coi toni dell'arancione e del giallo: un'allestimento davvero solare, quasi a sottolineare l'avvicinarsi dell'estate. E poi ovviamente la preparazione degli stuzzichini, dolci e salati, che ha visto il contributo di sorelle e cugine volonterose.



I miei compleanni, essendo nata in agosto, si svolgevano sempre nel terrazzo che dava sul grande giardino dove, una volta spente le candeline, divorata la torta e accaparrata una mega manciata di patatine, io e i miei cugini/amichetti giocavamo e correvamo per il resto della giornata. Di tanto in tanto i 'grandi' ci chiamavano per  andare a mangiare anche l'anguria o il gelato e poi tornavamo ai nostri giochi. C'era il laghetto che in un punto si stringeva un pò e lì facevamo a gara a chi lo saltava in lungo cadendo più in là. Oppure si giocava a nascondino dietro ai pini, nell'orto, nel pollaio ormai vuoto. Ma anche a 'streghina streghetta comanda color' o 'l'orologio di Milano fa tic tac' o ancora  alle 'belle statuine', ecc...
E poi c'era lo zio con un oggetto fantascientifico....la videocamera! Il regista era quasi sempre lui, ma di tanto in tanto, pregandolo un pò, ce l'affidava e finivamo col filmare boccacce, capriole, scherzi e finte-scivolate in diretta sotto il suo sguardo divertito. Conservo ancora quei filmati, così anni '80, così spensierati, a volte 'traballanti' al punto da farti venire la nausea (nei momenti in cui eravamo noi bambini ad utilizzare la videocamera ovviamente...). E quando li guardo non posso trattenere un moto di malinconia..

Spero un giorno di avere la fortuna di avere dei bimbi e poter organizzare per loro delle belle feste di compleanno... Il mondo degli adulti diventa troppo grigio, troppo prevedibile..la spensieratezza, la carica di energia, la capacità di stupirsi dei bambini sono meravigliose e pure un pò contagiose e mi piace circondarmene:-)

Ma veniamo al mio contributo alimentare!

1 - Ho preparato dei krapfen di pasta madre ripieni alla marmellata che sono stati un esperimento riuscito PERFETTAMENTE grazie alla ricetta che ho trovato qui. Per ovvi motivi non la riporto, ma se avete intenzione di cimentarvi con queste delizie e avete della pasta madre matura che non aspetta altro che di essere utilizzata, ma non avete una ricetta di cui vi fidate, provate questa: è il caso di dire che è a prova di ..bomba!
Ecco una foto dei due che ho tenuto per noi  per la colazione:



2 - Ho sfornato queste girandoline di biscotto bicolore, in parte ricoperte di cioccolato al latte e codette colorate la cui peculiarità è stata infilzarle in uno stecco di legno tipo quelli del gelato. I bambini li rimiravano curiosi chiedendosi probabilmente cosa diavolo mi fosse passato in testa di sostiuire un biscotto al gelato... e forse non hanno tutti i torti! hihi Però son simpatici da vedere e abbastanza veloci da fare.


I biscotti finiti

GIRANDOLE DI FROLLA SULLO STECCO

Ingredienti:

280g farina
40g cacao amaro in polvere
270g di burro ammorbidito un pò
zucchero
2 uova
2-4 cucchiai di acqua fredda
50g cioccolato al latte
1 cucchiaino d'olio vegetale
codette colorate per decorare

Riscaldate il forno a 180°C e rivestite di carta da forno una teglia grande (io ho fatto comunque due infornate).
Dovrete fare due impasti (le quantità degli ingredienti quindi andranno divise a metà): uno con il cacao, l'altro senza. In entrambi i casi, il procedimento è lo stesso, ovvero si impasta a mano la farina, ed eventualmente il cacao,  prima con il burro, sfregandoli fra le dita ottenendo delle 'briciole', poi lo zucchero, l'uovo e l'acqua fino ad ottenere un impasto liscio. Formate una palla per colore e mettetele in frigo per almeno una mezz'oretta, poi stendetele con il mattarello cercando di ottenere due rettangoli delle stesse dimensioni (il lato più corto a me è risultato di circa 25cm a occhio..) ma a seconda di quanti biscotti e della grandezza delle girandole che volete ottenere, potete giocare con le dimensioni dei rettangoli.
A questo punto disponete i rettangoli uno sopra l'altro, ma attenzione, se sono troppo 'asciutti' o leggermente infarinati, i due strati non aderiranno bene, quindi vi consiglio di spennellare pochissima acqua fredda fra i due strati di modo che restino appiccicati. Dopodichè iniziate ad arrotolare su sè stesso il rettangolo di pasta bicolore che avrete ottenuto, che avrà una forma cilindrica del diametro nel mio caso di circa 5cm. Se l'impasto nel frattempo si è riammorbidito, rimettetelo in frigo (o in freezer) quanto basta affinchè sia facile 'affettarlo' in girandole dello spessore di 1cm circa.
Prendete poi gli stecchini di legno e infilateli nelle girandole fino a circa metà biscotto e disponete i 'lecca lecca' sulla teglia del forno, distanziandoli un pò l'uno dall'altro. Cuocete in forno per ca. 10 minuti finchè iniziano a dorarsi, poi tirateli fuori e lasciate che si raffreddino.
Una volta pronti, sciogliete a bagnomaria il cioccolato con un cucchiaino d'olio vegetale e mettete in una scodellina le codette di cioccolato. Immergete parzialmente le girandole a una a una nel cioccolato e passatele nelle codette colorate e mettetele infine ad asciugare su una griglia ricoperta di carta da forno.

Ovviamente le possibilità decorative sono infinite!

 
I biscotti prima della decorazione finale

7 Oct 2011

E' ora di Lamingtons. E di una tazza di tea!

Ancora qualche giorno e sarà un anno che io e il mio Carlo siamo in Australia.

Questa terra così lontana dalla nostra ci sta facendo scoprire molte cose: su noi stessi prima di tutto, ma anche su come gira il mondo, sulla bellezza della natura in tutte le sue forme e manifestazioni, su mentalità e abitudini diverse da quelle a cui eravamo abituati,.. Ci ha fatto e ci fa tuttora ridere, piangere, sospirare e gioire, meravigliare, annoiare, amare, irritare.



Avendo vissuto in Inghilterra per due anni (e andando su e giù per altri 3..) sono molte le cose di là che ho riscoperto anche nella terra di Oz. Non c'è ovviamente da stupirsi conoscendo la storia Australiana: ex colonia ed ex 'prigione' per inglesi scapestrati, tuttora facente parte del Commonwealth e 'capeggiata' dalla gagliarda Regina Elisabetta!

Le somiglianze appunto sono molte, a partire dall'ossessione per moquette (nonostante il clima decisamente diverso!) ai doppi rubinetti (chi è stato in Inghilterra sa di cosa parlo) per fortuna in via d'estinzione, fino alla passione per lo sport (il football australiano spodesta il calcio però), passando per le corse dei cavalli a cui partecipano ladies e meno ladies con l'immancabile cappellino/cappellone di foggia assurda e infine.. anche.per il cibo.

Direttamente dalla madrepatria si trovano infatti ovunque le famose 'pies' e pasties, tortini di sfoglia ripieni di carne/verdure/funghi/ecc.. ma anche i sausage rolls, i baked beans, la versione locale della marmite detta vegemite ma altrettanto schifosa (credo onestamente che la si possa ingurgitare senza troppi problemi solo se vi è stata somministrata fin da piccini) e poi ancora dolci e dolcetti come gli scrolls, gli scones, le slices, i muffin, ecc..
Negli anni comunque, le varie ondate migratorie dai paesi del sud d'Europa ma anche dal resto del mondo, hanno arricchito la cucina australiana delle loro tradizioni e così ora potete trovare tranquillamente l'australiano anglosassone che compra coniglio in macelleria quando magari la generazione precedente avrebbe storto il naso definendo la povera bestia 'roba da Wogs' (Wogs: termina inizialmente spregiativo per indicare appunto gli emigranti dei paesi mediterranei).

Ma prima di partire per la tangente o intasare il blog di parentesi, volevo tornare all'Inghilterra, un paese per cui ho sempre avuto un debole con tutti i suoi contrasti, i suoi colori, le sue tradizioni a cui i suoi abitanti si aggrappano e si ribellano allo stesso tempo. Da adolescente lo immaginavo come un paese assolutamente alternativo e non vedevo l'ora di andarmene là. Ma ricordo anche i pomeriggi d'estate trascorsi a leggermi i grandi classici della letteratura inglese, in primis la mia favorita Jane Austen, che mi trasportavano in un mondo fatto di buone maniere e rituali. Nella mia mente il tea delle 5 prendeva la forma di tazzine leggerissime quasi trasparenti, di dolcetti in miniatura sbocconcellati da signore di classe, di poltroncine antiche e tovaglie candide ricamate a mano, del tintinnìo dei cucchiaini e del chiacchiericcio un pò spettegoloso a far da sottofondo.

In Australia posso trovare entrambi i mondi: quello più mediterraneo a me caro e familiare e quello anglosassone che mi attira da sempre! Cosa chiedere di più? :-)

Da un pò di mesi ho conosciuto Federica del blog "L'ora del tea", una ragazza in gambissima che oltre a sfornare sempre dolcetti sfiziosissimi accompagnati da interessanti aneddoti, ha la mia stessa passione per la cara vecchia Albione a cui ora rende omaggio con un contest dedicato proprio all'istituzione del tea delle 5!



Non potevo non partecipare! E il 'treat' che ho preparato per prendere con lei una tazza di tea è una specialità tutta australiana, ma che affonda le sue radici nel territorio britannico (la base è una torta al burro):
i Lamingtons.
Trattasi appunto di quadrotti di pan di spagna che nella versione originale vengono farciti di marmellata e ricoperti di cioccolato e cocco. Carinissimi da vedere, ottimi da mangiare e perfetti con una tazza di tea! E poi sono già in porzioni, perfetti da presentare su un cake stand che ovviamente io non ho (ancora.. uff..).



Ma eccovi la ricetta:-)


LAMINGTONS
(18 pezzi)


Ingredienti

220g burro ammorbidito
230g zucchero
4 uova
300g farina
150g maizena
1 bustina di lievito
250ml latte
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
150g cioccolato fondente
180g cioccolato bianco
1 cucchiaio d'olio vegetale
cocco disidratato q.b. (circa 2 tazze)
marmellata

Accendete il forno a 180°C.
In una terrina sbattete il burro con lo zucchero finchè bianco e soffice. Aggiungete i tuorli, amalgamandoli bene, poi la vaniglia. Setacciate la farina mescolata con il lievito e aggiungetela poco alla volta all'impasto, alternandola con del latte. Infine montate a neve sodissima gli albumi, prendetene due cucchiaiate e mescolatele all'impasto affinchè risulti morbido, poi incorporate il resto degli albumi a poco a poco, 'ripiegando' su di sè la pasta con il cucchiaio di modo da non 'smontare' le uova.
Versate il tutto in una pirofila rettangolare di circa 30x15cm che avrete precedentemente foderato. Infornate per 45' o finchè uno stecchino infilato al centro non uscirà asciutto.
Lasciate poi raffreddare completamente su una gratella.
Una volta freddo, tagliate il dolce a metà orizzontalmente e farcitelo con la marmellata che avrete scelto (io ho usato due ripieni diversi: per i lamingtons originali al cioccolato fondente ho usato confettura di ciliege, per i lamingtons bianchi invece, ho mescolato 1 cucchiaio di panna acida (ma anche philadelphia va benissimo o mascarpone o simili) con 1 cucchiaino di zucchero finissimo e 1 cucchiaio di polpa di frutto della passione che qua si trova in contenitori di latta).
Riposizionate la metà superiore su quella inferiore e tagliate il dolce a cubetti di ca. 5cm di lato.
Sciogliete poi a bagnomaria il cioccolato fondente, infilzate un cubetto con uno stecchino e immergetelo nel cioccolato coprendo bene tutti i lati. Passatelo infine nel cocco disidratato, aiutandovi se necessario con un cucchiaino.
Mettete ad asciugare i cubetti così ottenuti su una griglia coperta di carta da forno.
Ripetete l'operazione con il cioccolato bianco!




PS se vi dovesse avanzare del cioccolato fuso e non sapete che farne, recuperate un pò di noci e ricoprite quelle! Io ho ricoperto le macadamia con il cioccolato fondente e sono una delizia, ottime ad esempio da aggiungere al muesli della colazione oppure da servire assieme al caffè quando avete ospiti:-)



BUON TEA!




3 Oct 2011

Muffin con ciliege al profumo di rosa. Vegani!

Sono le 7 di mattina di un non più così freddo mattino melburniense e, stranamente, sono a casa da lavoro e sola soletta. Tazzona di caffelatte a portata di mano me ne sto tranquillamente spaparanzata sul sofà chiedendomi se... sogno o son desta?
Son desta, son desta! Dopo il tour-de-force delle ultime settimane a lavoro (a volte persino senza weekend di riposo, pant pant) finalmente un pò di giorni a casa, che poi conoscendoci, a casa non stiamo mai nei limiti del possibile, infatti anche i giorni scorsi siamo partiti per fare una bella gita su un lago. Oggi però C. rientrava a lavoro e io...io ieri ho ricevuto questa benedetta telefonata che mi ha sciolta da ogni impegno regalandomi un giorno tutto per me! E già mi sono fatta una lista in testa: bloggare, cucire, mettere in vaso le piantine di verdure che ho acquistato la scorsa settimana, mettermi lo smalto, compilare la domanda per il test per traduttori, ... ce la farò a far tutto?
Quanto si apprezza il tempo quando se ne ha sempre poco!
Anche la cucina ne ha ovviamente risentito, se poi ci aggiungiamo una sorta di dieta disintossicante che sto seguendo da quasi un mese...ahi noi. Certo, mi è impossibile abbandonare del tutto i miei spentolamenti, oltre che per il bisogno fisiologico di nutrirmi, anche per la necessità più 'spirituale' di seguire le mie passioni e ritagliarmi un pò di spazio 'mio'. Che sia un'insalata o una torta al cioccolato, cucinare per me equivale a distrarmi, a chiudere fuori dalla cucina il resto del mondo e concentrarmi su sapori, colori e profumi. Ma è anche un gioco che mi fa tornare un pò bambina...'vediamo che succede se mischio 1 etto di x con 50g di y...'. Ovviamente non tutte le ciambelle escono col buco, ma chisseneimporta!
Se poi sto preparando qualche dolcetto, il relax si associa ad una sensazione di quasi-festa. Sarà per questo che sono la cosa che in assoluto preferisco cucinare! Soprattutto da quando sono così lontana da casa e praticamente sola (non fosse per il mio amato C.) allora una sfornata di biscotti ha il calore di una sana chiacchierata con le amiche, una bella torta semplice e profumata è come l'abbraccio della mamma, muffin e cupcakes rievocano risate di bimbi, e via così.. 

Oggi quindi per estendere questo stato di festa, vi faccio virtualmente assaggiare i muffin che ho preparato per avere qualcosa di dolce e pratico da mangiare in campeggio.
Di tutti i muffin che ho fatto, questi, senza uova, sono stati di gran lunga i più soffici e ben riusciti di sempre e la ricetta di base entra di diritto nella mia top 10 personale. Ora non resta che prepararne di tutti i gusti... :-))

(mannaggia pure a C. che si è divorato l'unico muffin che aveva la ciliegia perfettamente al centro nei 2 nanosecondi che mi son serviti per prendere la macchina fotografica e tornare in cucina...!!!)


MUFFIN (VEGANI) CON CILIEGE AL PROFUMO DI ROSA

250g di farina
1 cucchiaino e mezzo di bicarbonato di sodio
mezzo cucchiaino di sale
150g di zucchero
230ml di latte di soya
80ml di olio vegetale
1 cucchiaio di acqua di rose
1 cucchiaio di aceto
1 coppetta (credo sui 200g) di ciliege. Io ho usato quelle in vaso perchè siamo ancora fuori stagione. Ovviamente se usate anche voi quelle in vaso, scolatele prima di utilizzarle.

Io uso, come sempre, ingredienti BIO (qua in Australia per fortuna molto facili da reperire).

Riscaldate il forno a 200°C e imburrate/infarinate lo stampo per muffin (io ho utilizzato le coppette di carta già pronte invece).
Vi serviranno due terrine: in una mescolate bene la farina con il bicarbonato e il sale, nell'altra il latte, lo zucchero, l'olio, l'acqua di rose e l'aceto. Aggiungete gli ingredienti secchi a quelli liquidi mescolando finchè saranno appena amalgamati (l'impasto dei muffin, per risultare soffice, non deve essere mai mescolato troppo a lungo).
Aggiungete infine le ciliege avendo cura di incorporarle delicatamente all'impasto con una spatola per non romperle.
Infornate per circa 20minuti o finchè uno stecchino inserito al centro ne uscirà asciutto. Et voilà!

7 Jul 2011

Ciambella all'arancia

Non si può dire che anche l'inverno non porti i suoi frutti. Nel clima relativamente mite di Melbourne, infatti, crescono prosperi limoni e aranci e per la prima volta nella mia vita ho la possibilità di uscire in giardino e semplicemente prendere un'arancia dall'albero. Essendo le arance il frutto consumato più comunemente in inverno anche da noi in Friuli (dove ovviamente non crescono), fa un certo effetto il non comprarle dal supermercato o al massimo da qualche venditore ambulante di agrumi di Sicilia. Chi abita al nord mi capirà...
E così via di arance al mattino come spremuta, a pranzo in insalata, al pomeriggio intere così come sono e ovviamente...anche nei dolci:-)

Qualche giorno fa mi è venuta in mente una ricetta che avevo intravisto sul food blog 'Entre Alacenas y Fogones' della spagnola Hilda. E' un blog che seguo spesso e che se masticate un pò di spagnolo vi consiglio di andare a guardare. E ho deciso di provare a farla. Ho cambiato leggermente le quantità in base a quello che avevo utilizzando 4 uova al posto di 5 e un'arancia intera invece che metà per compensare un pò i 'liquidi'. Ho aggiunto anche del lievito così per sicurezza, che avevo paura non lievitasse abbastanza da coprire le arance.. magari la prossima volta non lo metto nemmeno io, vedremo.

E questo è il dolcetto finito:-)



CIAMBELLA ALL'ARANCIA

Ingredienti:

4 uova grandi
180g zucchero
50g farina
50g farina di mandorle
80g di fecola di patate
1 bustina di lievito
1 arancia piccola 
un pizzico di sale
zucchero a velo qb
due arance tagliate a fettine sottili e candite*

Accendete il forno a 180°C. Imburrate e infarinate (oppure foderate) uno stampo a ciambella (ma anche tondo, di ca. 20cm di diametro, non più grande) e disponete lungo tutto il perimetro esterno le fette di arancia candita leggermente sovrapposte.
Dividete i tuorli dagli albumi e sbattete i primi con metà dello zuccherò finchè bianchi e cremosi. Mescolate le tre farine con il lievito e aggiungetele gradatamente ai tuorli. Frullate l'arancia con lo zucchero rimanente fino ad ottenere una 'poltiglia' omogenea che andrete ad incorporare all'impasto.
Montate le chiare a neve ferma con un pizzico di sale. Prendetene un paio di cucchiaiate e aggiungetele all'impasto mescolando bene così da 'ammorbidirlo'. Aggiungete poi  a poco a poco e delicatamente il resto degli albumi.
Versate il composto nello stampo facendo attenzione a non far cadere le fette di arancia ed infornate per una trentina di minuti o finchè uno stecchino infilato nella torta ne uscirà asciutto.
Attendete una decina di minuti poi capovolgete il dolce su un piatto da portata e ..rimirate! Una volta freddo, cospargetelo poi di zucchero a velo. Et voilà!

*Per candire le arance fate così: in un pentolino preparate uno sciroppo con 300ml di acqua e 200g di zucchero, quando sobbollisce prendete le arance (bio, meglio, visto che vi mangerete pure la buccia..), affettatele sottilmente e ponetele nel pentolino con lo sciroppo. Una volta che le arance saranno diventate morbide e un pò traslucide toglietele dallo sciroppo, scolatele ed utilizzatele nel modo descritto sopra.


23 Jun 2011

Chi ben comincia...

....affronta la giornata in modo migliore!! E la nostra inizia in modo molto colorato e, almeno ci proviamo, sano. Questa coppetta che vedete in foto contiene il magic-mix del mattino, tranne che per il muesli (che ci prepariamo noi mischiando avena, fiocchi di quinoa, semi di girasole e zucca, bacche di goji, mirtilli rossi, ananas candito, scaglie di cocco, noci miste e se capita anche qualcos'altro) composto da:


SEMI DI LINO (quando non siamo di fretta li maciniamo sul momento altrimenti irrancidiscono subito, ma se siamo di fretta li consumiamo interi) ricchi di omega 3 fra le altre cose che si sa, inibiscono la formazione di cellule tumorali, hanno anche proprietà antiossidanti, di protezione del cuore/sistema cardiovascolare, regolano l'intestino e sono utili persino in gravidanza poichè contribuiscono alla formazione della corteccia cerebrale.

POLLINE Sì, proprio quello a cui molte persone purtroppo sono allergiche:-/ Talmente ricco di elementi nutritivi che se dovessi riportarli tutti starei qua fin domani. Riassumendo, le proprietà principali sono: tonificanti, stimolanti dell'organismo e dell'appetito, antianemiche, disintossicanti generali, antimicrobiche, riequilibranti a livello funzionale, regolatrici dell'intestino e dei processi digestivi, ecc...
Meglio prenderlo in dosi limitate però e non continuativamente. Per sicurezza magari chiedete al vostro medico/farmacista. Utilizzate sempre polline organico!
Unica pecca? (e qui sto ancora valutando un pò se continuarne l'utilizzo o meno) Il processo di 'raccolta'.
Dopo tanto svolazzare delle povere api operaie, quest'ultime vengono depredate del loro bottino e frutto del loro duro lavoro proprio al ritorno 'a casa'. Il polline rimane attaccato alle loro zampette e passando attraverso apposite 'retine' gli si stacca e cade in un raccoglitore (così ho capito io. Se qualche apicoltore volesse darmi indicazioni più precise ne sarei ben felice!). Non proprio il massimo insomma... Forse meglio condurre una vita sana al 100% (o al 99,9 dai, che la perfezione non esiste..) ed evitare di derubare le povere apine? Mi sa che in fondo ho già deciso...comunque a ognuno di noi tocca il compito di informarsi per la propria salute e anche quella degli animali che ci danno così tanto senza chiedere mai nulla in cambio! (al contrario di molte persone che invece non danno nulla e si aspettano tanto:-/)

MIELE CRUDO ovvero non sottoposto ad alte temperature che lo mantengono sì fluido più a lungo, ma ne rovina anche le proprietà organolettiche

POLVERE DI MAIS VIOLA avete presente quelle belle pannochie blu che di tanto in tanto si vedono utilizzate come oggetti decorativi? Guarda un pò, si mangiano anche. E da quanto ho capito non ci sarebbero grosse differenze di sapore con il granoturco giallo. La differenza sostanziale però sta proprio nel colore che è dato dalle antocianine (un tipo di flavonoide complesso) e che stanno quasi a dire: "hey, guardami! sono uno dei pochi vegetali viola! mangiami che faccio bene!!".
Le proprietà di cui sarebbe ricco il granoturco viola sono molteplici. Da quelle antiossidanti, maggiori persino dei mirtilli (non vogliamo proprio saperne di invecchiare eh?hahaha) a quelle anti-infiammatorie, passando per quelle anti-cancerogene (proteggerebbe soprattutto il colon). Favorirebbe inoltre la rigenerazione dei tessuti, la produzione di collagene, la circolazione sanguigna, proteggendo fra l'altro vene e capillari deboli e contrasterebbe il colesterolo. Alcuni studi dimostrerebbero persino proprietà anti-obesità!
E udite udite... incrementandone l'uso in occidente si potrebbe far avverare una profezia Hopi secondo cui nel momento in cui il mais viola arriva in massa in Occidente...nel mondo ci sarebbero grooooossi cambiamenti! Io voglio essere positiva e pensare che con questa profezia fossero positivi pure loro:-D
Detto questo, chi può sapere se effettivamente avremo dei benefici oppure no da questi super foods... io voglio crederci. Magari non godrò di una salute perfetta fino alla fine di una lunga vecchiaia, ma ...forse se non li utilizzassi sarebbe ancora peggio? E poi, avendo sempre una buona scorta di questi prodotti, non finisco con lo sgranocchiare corn-flakes o altre sottospecie di cereali estrusi che oltre ad aver subito processi industriali elaborati finiscono con l'essere privi di ogni nutriente. E magari sono pure preparati con OGM!
Insomma, anche nella peggiore delle ipotesi, credo/crediamo (perchè C. e io siamo d'accordo in questo) di limitare almeno i danni!
E poi sono davvero buoni e il mais viola dona un bel colore  stile "gelato variegato al lampone" al nostro yogurt e questo un pò di buon umore lo metterà no?? E già sto pensando ad altri utilizzi di questa polverina magica... ammetto che ho provato le crépès ma sono uscite blu/verde, non viola.. Magari la panna montata... o un risotto... hmmmmmm.....

21 Jun 2011

Rotolo alla lemon curd

Non c'è niente da fare, anche quando il tempo è limitato non riesco proprio a fare a meno di preparare qualche dolcetto. Le scuse sono svariate: da 'c'è rimasto poco muesli per la colazione' a 'C. sarà proprio affamato quando torna oggi e farà volentieri merenda..' o ancora 'ho questo bel pacchetto di farina tutta nuova, devo provarla!' e via dicendo.
Questa volta la scusa è stata: 'con tutti i limoni che ho fuori in giardino mi piacerebbe provare a fare la Lemon Curd così me la spalmo sul pane a colazione.' E fin qui tutto ok. Poi però l'ho assaggiata ed era così buona che.... beh, ho per forza dovuto utilizzarla in qualche altro modo!
Non riuscivo a pensare ad abbinamento migliore che non quello con un pan di spagna morbido morbido... e sono andata a ripescare nel mio quaderno la ricetta del rotolo di marmellata della mia mamma. Un dolce che lei faceva piuttosto spesso una volta e che a me è sempre piaciuto un sacco.
Pur avendo la ricetta a portata di mano, non l'avevo mai provata perchè già mi veniva il terrore all'idea di rompere il dolce durante la fase di arrotolamento. Quando si dice fasciarsi la testa prima che si rompa!!
Mi sono fatta coraggio ma non ci è voluto poi molto, anche perchè se si fosse rotto l'avrei mangiato comunque inzuppandolo nella lemon curd finchè fosse finita, ed è uscito alla perfezione!
Fra me e C. poi ce ne siamo fatti fuori la metà per merenda (vi pare che rimando pur di fargli la foto?? sì dovrei in effetti...) e così quella che vedete in foto è la metà che si è salvata dalla nostra furia golosa.
Per poco però. Il mattino seguente era già scomparsa...... :-s


La ricetta della Lemon Curd l'ho presa qui, ed è quella di Nigella Lawson. Io ho diminuito leggermente le dosi di zucchero perchè di solito Nigella ci va giù piuttosto pesante.. Non di tanto però, solo 120g al posto di 150g ma non ero sicura di come sarebbe stata, quindi...diminuzioni graduali. E' venuta ottima però!

ROTOLO ALLA LEMON CURD

Per la lemon curd:

succo e scorza grattuggiata di 2 limoni bio
2 uova
2 tuorli
100g burro
120g zucchero

Per il pan di spagna della mia mamma:

70g farina
70g zucchero a velo
3 uova i cui albumi vanno montati a neve SODISSIMA
1 pizzico di sale

Accendete il forno a 200°C.
S'inizia con la lemon curd.
Sbattete le uova e i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso. In un pentolino mettete a sciogliere il burro (dolcemente), poi aggiungete il composto di uova, il succo e la scorza dei limoni mescolando in continuazione finchè si addensa. Mettete da parte a raffreddare.
Preparate intanto il pan di spagna sbattendo sempre i tuorli con lo zucchero a velo, aggiungendo gradualmente la farina setacciata, il sale ed infine gli albumi a neve. Versate il composto in una teglia rettangolare da forno (lo spessore è di mezzo cm. circa) e infornate per 10 minuti.
Tenete bene d'occhio la cottura! Deve rimanere spugnoso ed elastico, non 'biscottars' se no non lo arrotolerete mai più!
Mentre cuoce preparate un canovaccio inumidendolo con dell'acqua e cospargendolo di zucchero a velo. Una volta cotto il pan di spagna, appogiatevi sopra il canovaccio, capovolgetelo sul piano di lavoro e spalmatelo con la lemon curd. Aiutandovi infine con il canovaccio, arrotolate pian piano (il lato corto diventerà la lunghezza del rotolo per capirci) e lasciatelo così per qualche minuto. Trasferite infine su un piatto da portata e cospargete nuvoamente di zucchero a velo prima di servire (in pratica è come se lo zucchero che ho 'risparmiato' nella lemon curd, fosse semplicemente trasferito sulla superficie della torta...sigh...W la dieta!). Decorate a piacere con scorzette di limone:-))

Ovviamente il rotolo può essere farcito con qualsiasi altra confettura vi piaccia, o perchè no, anche un bel strato di nutella:-)

3 Jun 2011

Salmone in crosta di mostarda, fiocchi di quinoa e arancia

E' un pomeriggio di sole qui a Melbourne. Un sole caldo, irriverente (come sempre, qui, del resto). Proprio quando inizi un pò ad abituarti all'idea dell'inverno, della pioggia, del freddo, ecco che il clima tutto particolare di questa città ci tiene a rinfacciarti che 'hey, non sei mica in Friuli! Qui l'inverno è una giostra, un giorno pensi di uscire col maglione e zac! ti sorprende con dei peraltro piacevolissimi 20°C....
Così se già di mio sono in confusione grazie alle stagioni opposte, questo clima pazzerello non fa che aumentarla.
Che ci crediate o no, questo influisce anche sulla scelta dei pasti. Chi ha infatti il coraggio di trangugiarsi quel che è rimasto della zuppona di lenticchie di ieri, quando oggi la temperatura è salita di 10°C e abbiamo più voglia di un'insalatona?!
Ma ho trovato un alleato! Lo conosco già da un pò, ma grazie anche ad un libro che mi sono regalata, ho finalmente aperto gli occhi sulla grandiosa versatilità del..quinoa. Questo seme (lo so che sembra strano, ma è proprio un seme e non un cereale) è perfetto per insalate, zuppe, 'risotti' (o quinotti? hihi penso proprio che li chiamerò così da ora in poi), secondi di carne e pesce e persino dolci! E cosa non da poco, cuoce in soli 10 minuti. ALLA FACCIACCIA DEL CLIMA MELBOURNIENSE! :-p

Il libro da cui ho preso spunto per questa ricetta è questo: "Cooking with Quinoa. The Supergrain." di Rena Patten
Cooking With Quinoa

L'introduzione è interessante e anche se online si possono trovare informazioni molto più complete su questo seme, i motivi principali per cui viene definito 'Supergrain' sono riassunti chiaramente anche nel libro.

La pianta è nativa delle Ande e da millenni rappresenta uno degli alimenti di base per le popolazioni locali. Gli Inca ne facevano già largo uso, che la consideravano sacra e infatti è conosciuta anche come 'l'oro degli Incas'. E' lontana parente dei nostri comuni spinaci, ma le caratteristiche che la rendono unica sono:

- ha un elevatissimo contenuto di proteine (ottimo per chi è vegano), fra l'altro qualitativamente ottime, visto che contengono tutti e nove gli aminoacidi ESSENZIALI. (Essenziali perchè il nostro corpo non è in grado di produrli da sè e devono essere quindi introdotti attraverso l'alimentazione quotidiana)
- è una fonte di manganese, magnesio, potassio, fosforo, rame, zinco, vitamina E e B6 e calcio
- è antiossidante, ricca di fibra e contiene grassi insaturi
- è una pianta resistente che ha bisogno di pochi trattamenti (chi vuole pesticidi nel piatto?)
- NON ha GLUTINE ed è quindi perfetta per chi soffre di celiachia
- è digeribilissima

Infine, per le varietà. Se ne trovano in commercio di tre tipi: quinoa bianca, rossa e nera. In granellini (i semi interi), in fiocchi o sotto forma di farina. Il sapore non cambia con i colori, al massimo le varietà rosse e nere potrebbero metterci leggermente di più a cuocere.

Ma veniamo a quei bei filettini di salmone che ieri sera mi aspettavano pazientemente mentre finivo di cucire per essere ricoperti da una mistura tutta nuova....

La ricetta originale prevedeva limone, aneto e un cipollotto. Io, non avendone, ho utilizzato arancia (colta in giardino - uhh che bello/strano avere gli agrumi fuori dalla porta di casa!), prezzemolo e porro.
Ho lasciato C. a bocca aperta. Per un secondo. Poi si è reso conto dello spreco di tempo e si è leccato i baffi. E come sempre, quando l'uomo del monte dice di sì....è proprio sì! E allora mi accingo a postare..

La foto l'ho scattata sempre di sera - si vede no? Ma...chi di voi usa metodi artigianali per migliorare la luce senza ricorrere al flash che 'sbianca'  e appiattisce tutto? Si accettano consigli..


SALMONE IN CROSTA DI MOSTARDA, FIOCCHI DI QUINOA E ARANCIA

Ingredienti

4 filetti di salmone
2 cucchiai di mostarda di Digione (presente quella bellissima in grani?ecco)
3 cucchiai di prezzemolo tritato
1 spicchio d'aglio (di quello buono, non quello sbiancato vi prego..) grattuggiato/schiacciato
scorza di un'arancia bio
2-3 cucchiai di succo della suddetta arancia
3-4cm di porro (la parte bianca) finemente affettato e sminuzzato
1 cucchiaio di olio d'oliva
1 tazza di fiocchi di quinoa
sale e pepe nero macinato fresco qb


Riscaldate il forno a 180°C.
Ungete o rivestite di carta da forno una pirofila e adagiatevici su i filetti di salmone (lato con la pelle in basso).
In una ciotola mescolate bene la mostarda con il prezzemolo, l'aglio, la scorza e il succo d'arancia, il porro e l'olio d'oliva. Aggiungete i fiocchi di quinoa, il sale e il pepe. Con le mani finite di amalgamare il tutto, il composto risulterà piuttosto consistente. A questo punto dividetelo in 4 parti e spalmatelo su ciascun filetto, cercando di coprire l'intera superfice. Infornate per 15-20min finchè il salmone e cotto e la 'crosta' dorata.
Servite:-) Si accompagna bene con un'insalata fresca. (con le olive, così così. Ma io quelle le metterei ovunque, anche sul gelato al cioccolato...e poi davano una botta di colore alla foto, pensavo:-p)

19 May 2011

Jacket Potatoes di patate dolci con burro 'Cajun'

Rieccomi con un'altra ricettina che vi salva se siete di frettissima come me in questi giorni. Infatti dopo assidue ricerche finalmente abbiamo trovato il furgoncino/camper che tanto desideravamo! Ora però tocca farsi anche diverse corse per uffici e ufficietti per finalizzare l'acquisto e il passaggio di proprietà e come se non bastasse -non che mi dispiaccia- sto facendo anche straordinari a go-go a lavoro, insomma è tutto un MORDI e fuggi!!hihi banaaaaale lo so questa battutina....ma che ci volete fare, sono un pò fusa oggi.

Ma di fuso non c'è solo il mio cervello, bensì anche la componente principale di questa ricettina, ovvero il ripieno al burro Cajun e formaggio..

Stavo sfogliando una rivista di ricette, quella 'sponsorizzata' da una catena di supermercati locali, la Woolworths, quando mi sono imbattuta in questa rivisitazione curiosa delle classiche 'Jacket Potatoes' di importazione tutta britannica e mi sono detta: la devo fare perchè 1- è velocissima 2- le JP mi piacciono un mondo 3- non lo so, ma un '3' ci stava:-p Anzi, ecco, 3- trattasi di patate DOLCI! che secondo me rendono il piatto un pò più 'snob', con tutto il rispetto per le semplici, versatilissime patate comuni, ovvio.

Prima di correre ad acquistare il misto di spezie chiamato 'Cajun', ho dato un'occhiata agli ingredienti per capire se li avessi già oppure no a casa, ma constatato che me ne mancavano più di due, mi sono decisa a prendere il mix già pronto.
Se però preferite prepararvelo da voi, magari dosando le spezie a vostro gusto, eccone l'elenco:

paprica dolce - cipolla - peperoncino di cayenna - aglio - zenzero - pepe bianco - pepe nero - timo - origano - sale



Una delle mille foto (stavo smanettando con flash e compagine, per vedere di rendere le foto più chiare anche se scattate di sera. No, avrete capito che non sono una maga della fotografia..), a furia di scattare il burro si stava ormai sparpagliando un pò in giro.

Inutile sottolineare che sono da FARE E MANGIARE, anche se 'puciare' a me non dispiace troppo comunque:-p





JACKET POTATOES DI PATATE DOLCI CON BURRO CAJUN

Ingredienti:

4 patate dolci medie non troppo grandi (qui hanno una bellissima varietà rosa/arancio come potete vedere)
olio di oliva qb
60g di burro a temperatura ambiente
2 cucchiaini di latte
1 cucchiaino e 1/2 del misto di spezie 'Cajun'
qualche fogliolina di coriandolo fresco per guarnire (ma se non l'avete, usate pure prezzemolo)
e io ci ho aggiunto anche un pò di formaggio grattuggiato (avevo ancora dell'Asiago di 3 mesi e ho usato quello), circa un cucchiaio per ogni patata.

Riscaldate il forno a 200°C. Spennellate con poco olio le patate lavate e asciugate (CON buccia). Avvolgete ciascuna patata con dell'alluminio e infornate per ca. 45min. o finchè saranno diventate morbide.
Nel frattempo incorporate il latte nel burro, finchè la consistenza sarà soffice e il colore 'pallidino'. Aggiungete ora le spezie e mescolate bene il tutto. Tenete da parte.
Riprendete le patate che ora saranno cotte, con un coltello fate un taglio longitudinale in cima a ciascuna patata e riempitele tutte con il burro speziato e il formaggio. Per finire decorate con coriandolo/prezzemolo. E mi raccomando, sono da mangiare subito!

17 May 2011

Torta di mele e noci pecan

Dedicata agli italiani che come me, sono al fresco! (no, non in galera..). Perchè LO SO che là da voi che mi leggete è estate e sicuramente starete pensando a granite, gelati e angurie (sigh..), ma qua da noi è autunno e purtroppo le ricette che appunto su questo blog riflettono la stagione in corso...A me però capita di tanto in tanto di sognare l'inverno a ferragosto, magari mentre stramaledico le zanzare succhiasangue, oppure, come ora, una spiaggia tropicale. E' l'inaccontentabilità intrinseca all'essere umano. O la nostalgia di momenti a volte forse pure un pò idealizzati (nè l'estate, nè l'inverno, nè le mezze stagioni, sono mai quell'idillio perfetto che abbiamo nel nostro immaginario, vedi eritemi solari o il raffreddore..). O magari sono solo io a farmi certi 'viaggi'!
Ad ogni modo, qui, ribadisco (non l'avevate mica ancora capito, vero???), è autunno e cosa sarebbe questa stagione senza i suoi colori vivaci e i suoi profumi inconfondibili, caldi, speziati, avvolgenti e rassicuranti? Un susseguirsi di giornate freddolose, grigiastre, umidicce e.. sempre più buie!
No no, VADE RETRO, per fortuna in giardino ci sono alberi carichi di limoni giallo-sole e arance tendenti all'arancione (ci vorrà ancora qualche giorno perchè siano mature). Vicino all'ingresso un vecchio albero si sta cambiando d'abito, facendosi di giorno in giorno sempre più rosso e, con la scusa della temperatura in drastico calo, il forno è spesso acceso e invita a cuocerci semplici ma profumatissime torte, da sbocconcellare con il tè del pomeriggio..  Vi ho fatto venire un pò di invidia?? Eh?? EH?
La torta di mele è il tradizionale passaporto per l'autunno, non potevo non prepararne una! Questa è la mia versione:-)



TORTA DI MELE ALLE NOCI PECAN

3 uova (tuorli separati dagli albumi e quest'ultimi montati a neve fermissima con un pizzico di sale)
1 pizzico di sale
1/2 tazza di zucchero (preferisco non abbondare con lo zucchero)
1 tazza e mezza di farina bianca (ca. 350g)
1/3 tazza di farina di farro integrale (ca. 80g)
1 bustina di lievito
1 cucchiaino di cannella
1/2 cucchiaino di noce moscata grattugiata
4 cucchiai di yogurt bianco
90g di burro fuso
2 mele di medie dimensioni (io ho usato le Royal Gala, che non saranno le 'classiche', ma io le preferisco e poi hanno la buccia di un colore così bello) pelate e tagliate a dadini che poi infarinerete 
1 manciata di uvetta sultanina ammorbidita in un pò d'acqua tiepida, poi strizzata, asciugata e infarinata

Per guarnire:
2 mele tagliate a fettine spesse ca. 5mm (io le ho lasciate con la buccia per un migliore effetto cromatico)
1 manciata di noci pecan
1 cucchiaino di miele sciolto con 1 cucchiaino d'acqua
1 cucchiaino di cannella


In una terrina sbattete i tuorli con lo zucchero finchè gonfi e cremosi. Aggiungete il sale, poi mescolate le farine setacciate con il lievito e le spezie e iniziate ad incorporarle al composto di uova, alternando a burro fuso e yogurt (così l'impasto risulta sempre facile da mescolare). Dovreste ottenere una mistura densa ma non troppo liquida. Dopodichè versate i tocchetti di mela e l'uvetta nella terrina con l'impasto e mescolate. A questo punto prendete un cucchiaio di albumi precedentemente montati a neve e amalgamate al coposto. Il resto degli albumi invece li aggiungerete delicatamente, 'ripiegando' in pratica l'impasto su sè stesso diverse volte per non 'smontarli'. Trovo che così facendo, il dolce resti più leggero.

Versate l'impasto in uno stampo a cerniera precedentemente imburrato e infarinato. Decorate a piacere con le fettine di mela e le noci. Inumidite con il miele e spolverate di cannella.

Infornate a 180°C per ca. 40 min. o finchè uno stecchino inserito al centro della torta, ne uscirà asciutto.

Per un momento di pura indulgenza, procuratevi della panna e accompagnate il tutto con una tazza di Chai...

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