12 Nov 2012

BISCOTTI CROCCANTOSI ALLE MANDORLE E UVETTA

A corto di idee per i regali di Natale?

Io mi sto organizzando (vista la penuria di lavoro e quindi di 'dindini' = soldini, che credo mi accomuni a molti italiani in questo periodo!) con regali fai-da-me e in particolare sperimentando diverse ricette di biscotti e biscottini che, se passati positivamente al vaglio delle papille gustative del fidanzato, finiranno sulle tavole delle persone a cui voglio bene
Un Natale diverso, magari più sostenibile e 'caldo' è quello che mi prefiggo, non solo per via della congiuntura economica presente, ma anche per un discorso di principio. Vorrei un Natale meno consumistico? E allora inizio da me! 
Che poi, un regalo è gradito se fatto con il cuore, se poi è fatto anche con le mani...è ancor più apprezzato! Così facendo, invece di passare un pomeriggio in un centro commerciale, rompendosi la testa per decidere cosa acquistare magari facendosi anche prendere dal panico dell'ultimo minuto, può essere bello trascorrere lo stesso pomeriggio a casa, perchè no, assieme alle amiche o alla sorella, o al fidanzato o ai vostri bimbi e impastare assieme qualcosa che oltre a riempirvi la cucina del profumo degli abbracci, regalerà un bel momento di condivisione a voi e qualcosa di sfizioso da gustare per i vostri cari. 
Potrete sbizzarrirvi con le ricette a seconda che il destinatario mangi di tutto o abbia qualche intolleranza o non possa eccedere con gli zuccheri ad esempio... Le possibilità sono infinite.

Io inizio con dei classici biscotti neo-cantucciniani.. Di solito piacciono a tutti, sia inzuppati nel latte che nel vino bianco dolce! E poi si conservano bene in una scatola di latta e si può aspettare di mangiarli fin dopo le feste, per dar tempo al corpo di smaltire le scorpacciate natalizie. La ricetta l'ho presa (e poi stravolta) dal Donna Hay del dicembre scorso (trattasi di una rivista australiana di cucina che a me piaceva molto).



BISCOTTI CROCCANTOSI ALLE MANDORLE E UVETTA

150g di farina 00
100g di farina 2 (del mulino di Codroipo UD)
50g di farina di polenta taragna istantanea 
1 cucchiaino e 1/2 di lievito in polvere
160g di zucchero
3 uova leggermente sbattute
1 cucchiaio di buccia d'arancia grattuggiata (anche quella in polvere va bene)
150g di mandorle sbucciate
120g di uvetta

--potete sostituire le mandorle e l'uvetta con frutta secca a vostro piacimento. Pubblicherò le prossime varianti man mano che le provo:-) --

Accendete il forno a 160°C. 
In una terrina versate le farine, il lievito e lo zucchero e mescolate. Aggiungete le uova, la buccia d'arancia e la frutta secca e impastate prima con una spatola di legno finchè il tutto inizia ad aggregarsi, poi con le mani su una superficie ben infarinata.
Il composto vi sembrerà parecchio 'grumoso' all'inizio, ma continuando ad impastare diventerà più coeso e le mandrole non vi scapperanno più da tutte le parti!
A questo punto dividete in due l'impasto e formate due rotoli lunghi ca. 20 cm. Appiattiteli leggermente e disponeteli sulla placca da forno foderata di carta . Cuocete per 35' poi fate raffreddare completamente prima di passare alla fase successiva (io ho preparato i rotolini la sera prima e lasciati raffreddare durante la notte).
Una volta freddi, affettateli sottilmente (ca. 3mm) senza romperli con un coltello a seghetto ben affilato. Riaccendete il forno a 160°C, disponete nuovamente i biscotti sulla placca (io ho dovuto utilizzare anche la griglia del forno foderata perchè non mi stavano) e passateli in forno per altri 8-10 min. finchè s'indorano un pò e diventano croccanti. Lasciate raffreddare e assaggiate! Ne usciranno un'ottantina circa..

A presto con altre delizie natalizie (pure poetessa, visto?) e qualche consiglio per le confezioni regalo:-)




7 Nov 2012

cocco e cioccolato, combinazione hot per un autunno cold!

Pubblico un post scritto domenica scorsa e interrotto a metà per rispondere al telefono e scoprire con mio grandissimo piacere che si trattava di una carissima amica che sta a Tenerife e con cui non parlavo da mesi... Ovvio che lei ha avuto la precedenza su tutto! A conversazione terminata, poi sono uscita e così il post è rimasto qui fino ad oggi... Certo, la giornata è ben diversa, poichè oggi splende uno splenderrimo sole, ma tenetevi buono questo post per il prossimo round di grigiore e freddore che, a detta dei meteorologi è dietro l'angolo...brrr...

"Un post velocissimo solo per ragguagliarvi su quel che sto facendo in questo momento... ovvero: sorseggiando una densa e rinvigorente cioccolata calda, anzi..fumante!

Stavo rispondendo ad alcune mail tranquillamente appollaiata sul divano quando ho iniziato a non sopportare più il freddo, neanche la copertina di lana che mi segue dai tempi dell'Inghilterra non bastava più... E mi si è illuminata la famosa lampadina: cioccolata in tazza!
Così mi sono fiondata in cucina, ho rovistato fra gli armadietti in cerca di quella confezione di cacao amaro che sapevo nascondersi là in mezzo, zac! trovata... Ok, ora maizena, zucchero, latte...erm... latte... prendendo in mano il cartone dal frigo, mi sono resa conto  che di latte non ce n'era a sufficienza neanche per mezza tazza e così passo in rassegna le opzioni: acqua?hmm.. panna?uff e le calorie..e poi domani mi serve.. Yogurt?ma che scherziamo? Quando lo sguardo mi cade sulla confezioncina di latte di cocco! Bling! Amore a prima vista...già mi sogno il bounty in tazza...

Tempo 5min. e la mia super cioccolata al profumo di polinesia è pronta... ed è uno spettacolo:-)
Se anche lì da voi, piove, c'è foschia, tutto e grigio e avete bisogno di un 'boost' per affrontare quel che resta del pomeriggio, direi che non c'è di meglio! Se non avete il cocco, potete sempre aggiungere altro, tipo lo zenzero o il peperoncino...che sono super riscaldanti ..perchè avevate dubbi??



CIOCCOLATA CALDA AL COCCO

per una tazza capiente:
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
1/2 cucchiaio di maizena 
1 cucchiaino di zucchero (ecco, qui dipende da quanto amara/dolce la volete...)
mezza tazza di latte 
mezza tazza di latte di cocco
cocco disidratato e due cubetti di cioccolato fondente per 'condirla'

mescolate in un pentolino gli ingredienti secchi, aggiungete il latte a poco a poco mesolando bene per evitare grumi, aggiungete il latte di cocco (potete fare anche tutto latte di cocco se volete) e mettete sul fuoco. Portate dolcemente a bollore mescolando finchè inizia ad addensarsi. Tuffateci dentro il cubetto di fondente e spolverate con del cocco disidratato. 
Rimettetevi sul divano con copertina, un buon libro (o dvd) e sorseggiate pensando ai tropici.........

29 Oct 2012

magico autunno.. e lasagne ai funghi e biete

Stagione dolcemente malinconica e struggente, sgargiante e variopinta, particolarmente profumata.
Se fino a pochi anni fa la consideravo come una triste fine della gaia estate, ora ne apprezzo le sue infinite qualità e godo enormemente dei suoi frutti.
Fra questi vi sono alcuni dei miei preferiti in assoluto: cachi e melograni. Ma sulla nostra tavola quest'anno non mancano noci e nocciole donate dai familiari, poi ancora mele e nespole che matureranno lentamente nella paglia per quasi tutto l'inverno, e ancora bacche di biancospino e rosa canina...un tripudio di colori e di sapori.

 
Non mancano poi le verdure che ancora ci offre l'orto, in particolare le dolci barbabietole, le tenaci e sempre ottime biete e i tesori più cercati di questa stagione: i funghi!


Durante una camminata fatta nei giorni scorsi ne abbiamo visti tantissimi! Sarebbe bello poterli riconoscere con certezza perchè è fin troppo facile sbagliarsi e non è il caso di rischiare intossicazioni... 

Ma quanto belli non sono???

Ad ogni modo, con quelli che avevo a casa (un bel misto di porcini, chiodini, 'sbrise' e qualcos'altro) e con un mazzo di biete multicolor del mio orto, ho preparato queste lasagne dal carattere veramente autunnale! Il tocco in più? L'aggiunta di curcuma in polvere alla besciamella..dà un pò di colore (giallo, giusto per intonarsi alle foglie che penzolano dagli alberi, indecise se cadere già o aspettare ancora un'altra folata di vento...) e ne 'finisce' il sapore.. la verità? Non avevo più noce moscata e non sapevo che altra spezia metterci!! Ogni tanto ci vuole anche un pò d'improvvisazione no?




LASAGNE AI FUNGHI E BIETE CON BESCIAMELLA ALLA CURCUMA

(Ve la spiego 'a spanne' perchè non ho pesato nessun ingrediente...)

Cuocete prima le biete stufandole con un cucchiaio d'acqua finchè 'al dente', io ne ho usato un mazzo, dopo aver lavato e spezzettato le foglie. Regolate di sale.
Preparate una besciamella come fate di solito (io ne ho fatta in abbondanza...con un litro di latte me n'è infatti avanzata una scodella - non dura molto in ogni caso, quando si tratta di besciamella potrei farmi fuori la pentola intera così su due piedi...slurp!) e al latte caldo aggiungete un cucchiaino di curcuma in polvere. Procedete come al solito.
Cuocete anche in funghi, ma non troppo poichè finiranno di cuocersi in forno. Fate asciugare la loro acqua e quella delle biete se non volete ritrovarvi con un brodo di lasagne..!
A questo punto assemblate il tutto: fate i soliti strati di lasagne (io uso quelle fresche per fare in fretta), besciamella, funghi e biete. Io non ho messo formaggio, ma sbizzarritevi pure!
Infornate e cuocete come per le classiche lasagne...



28 Sep 2012

Zuppetta scalda-cuore ai finocchi e anice

No, voglio dire, io i finocchi non li ho mai digeriti, nè crudi nè cotti. Al massimo massimo, gratinati, ma con tanta di quella besciamella e pan grattato da non sentire più il loro sapore! Eppure il thè al finocchio mi piace assai e allo stesso modo anche tutti gli altri alimenti che ne ricordano il sapore anicioso/liquoroso.. un pò un mistero insomma, anche se credo che tutto abbia avuto origine quando, all'asilo, mi rifilavano certe porzioni di finocchi bolliti che manco na top model a dieta ferrea... E io, da bimba furbetta qual'ero, o facevo un bel buco nella pagnotta (previa consumazione mollica) e c'infilavo i tanto odiati finocchi, oppure me li tenevo in bocca finchè non potevo andare in bagno a sputarli... trauma di una vita insomma! Haha

Ebbene, da oggi la sottoscritta ha trovato un modo per consumarli e addirittura leccarsi i baffi!

Sul magico librone della mitica Sally, di cui vi ho già parlato (e dico magico perchè persino la copertina ha un aspetto da incantesimo..), ho visto questa bella ricettina e ho deciso di riprovarci: se neanche così mi fossero piaciuti, beh....avrei sicuramente chiuso il capitolo finocchi in via definitiva!

Per loro fortuna questa zuppetta in cui sono finiti si è rivelata una cosa da leccarsi i baffi e posso dire con tutta certezza che io e i finocchi siamo diventati finalmente amici. Se proverete a fare anche voi questa crema, sono certa che concorderete con me sulla definizione che le ho dato: scalda-cuore. Perchè oltre ad essere caldina calduccia, ha un'aroma e un sapore che è come un abbraccio, ti avvolge! Quindi grazie Sally e grazie finocchi!



ZUPPETTA SCALDA-CUORE AI FINOCCHI E ANICE

3 finocchi, puliti e tagliati a fettine sottili
1 porro, a fettine
4 cucchiai di burro
250ml di brodo di gallina di casa (se siete così fortunati, altrimenti il brodo più buono che riuscite ad avere fra le mani - Sally Fallon docet!)
300ml acqua per allungare il brodo (ma se volete potete fare anche tutto brodo...o tutta acqua... io preferisco una via di mezzo, infatti tengo sempre pronto del brodo in congelatore che poi allungo di volta in volta)
1/2 cucchiaino di semi di anice in polvere
un bicchiere di vino bianco secco (facoltativo)
qualche granello di pepe macinato
5 patate medio piccole, tagliate in quarti
3 spicchi d'aglio, tritati grossolanamente
sale qb
qualche ciuffetto di finocchio/finocchietto per guarnire

Sciogliere il burro in una pentola piuttosto capiente, aggiungervi il porro e i finocchi e far cuocere a fuoco bassissimo e con il coperchio, finchè si sono ammorbiditi. Aggiungere quindi il brodo ed eventualmente l'acqua e il vino assieme all'anice macinato e portare di nuovo a bollore. Infine aggiungere anche le patate, l'aglio e il pepe e far cuocere per una mezz'ora, finchè le patate saranno cotte. Passare quindi tutto con il frullatore a immersione, regolare di sale ed eventualmente brodo/acqua se la zuppa dovesse risultare troppo densa per i vostri gusti. Guarnire con qualche ciuffettino di finocchio (se avete conservato le estremità) o finocchietto e servire ben calda!


ANICE: ottimo digestivo e calmante dello stomaco. Non per niente in molti paesi mediterranei il digestivo d'obbligo è il pastis, o anche l'ouzo, o l'araq...ecc.. 

SALLY DICE CHE.... Il burro (soprattutto se 'crudo', ovvero prodotto con latte non pastorizzato, proveniente da mucche sane, bio, felici, ecc..) è un alimento molto importante poichè facilita l'assorbimento dei nutrienti presenti nei vari cibi che mangiamo. Grassi saturi provenienti da grassi animali o olii tropicali (tipo l'olio di cocco), rafforzano il sistema immunitario, favoriscono il funzionamento dei recettori delle membrane cellulari, inclusi quelli dell'insulina, proteggendo quindi dal diabete. I polmoni non funzionerebbero senza grassi saturi ed è per questo che i bambini a cui vengono dati burro e latte intero hanno meno problemi di asma rispetto a quelli che consumano margarine e latte scremato. I grassi saturi hanno un ruolo importante anche per quanto riguarda le funzioni renali e laproduzione di ormoni, ma anche per il funzionamento corretto del sistema nervoso. Trasportano le vitamine (solubili nei grassi) A, D e K2 di cui necessitiamo per restare in salute. 

Gli esseri umani hanno consumato grassi saturi per migliaia di anni, è stato con l'avvento dei moderni oli vegetali (pieni di radicali liberi, trans fats e spesso rancidi...) che sono associati al grosso problema moderno delle malattie degenerative! 
L'olio di cocco poi è un tocca sana, ma di questo si parlerà in altra sede..
OVVIO che si parla sempre di alimenti di altissima qualità. La mucca che è stata bombardata di antibiotici non produrrà un latte e di conseguenza un burro sano... Così come è importante acquistare olio di cocco pressato a freddo, vergine, non sbiancato e soprattutto proveniente da agricoltura sostenibile (si sente fin troppo spesso parlare della distruzione delle foreste dei paesi di provenienza).
Il brodo, se fatto con carne e soprattutto ossa/zampe/ecc.. di prima qualità, ovvero galline ruspanti cresciute ad erba, vermi e un pò di cereali bio e non ogm, è un super alimento! Contiene i minerali che provengono dalle ossa, cartilagini e midollo facilmente assimilabili (soprattuto se poi ci si aggiunge un pò di vino, aceto o siero per acidificarlo). Moderni studi hanno confermato che i brodi aiutano a prevenire e mitigare le malattie infettive. Se preparate un brodo di pesce, utilizzate anche le teste poichè sono ricche di iodio (ben diverso dallo iodio chimico aggiunto al sale che compriamo...).
E poi volete mettere il sapore di un buon brodo con quello di un insignificante dado da cucina!

Da tutto ciò si deduce come sia molto importante riuscire a trovare qualche contadino che ancora alleva i suoi animali in modo naturale e sano. Meglio mangiare qualche porzione di carne in meno a settimana ma mangiarla buona! E se avete un pò di spazio perchè non provare a tenere qualche gallina in cortile? Oltre a fornirvi ottime uova tutti i giorni, vi faranno compagnia (sono simpatiche, vi seguono e ai bambini piacciono molto), vi aiuteranno a smaltire qualche scarto verde della cucina e se lo vorrete, vi daranno anche un'ottima carne e degli imbattibili brodi!

15 Sep 2012

Torta di mele senza zucchero al profumo di basilico

Sono una ragazza fortunata, perchè conosco tante persone che conoscono altre persone che sono super generose e che mi offrono frutta e verdura di stagione di casa (senza schifezze chimiche!). Ahh le gioie di vivere in campagna!

Questa volta, dopo le melanzane, i pomodori, i peperoni, l'uva fragola bianca (slurp! fantastica... provate a farci il succo se ne avete l'occasione, roba da leccare i bicchieri per godere fino all'ultima goccia!), sono arrivate anche le mele!

Raccolte in un campo che non finiva più, da alberi di decine di varietà diverse, tutte antiche e alcune autoctone, certe più mature, altre meno. Piccole, grandi, rosse, verdi, gialle, con la buccia spessa o sottile sottile, dalla forma tondeggiante o allungata. Uno spettacolo!



Tornata a casa con un mega cesto e due cassette strabordanti, mi si è aperto un mondo di possibilità e dopo averne messe via alcune dopo averle cotte (noi ce le pappiamo a colazione, con lo yogurt e i cereali slow cooked...ma questa è un'altra storia) e trasformato delle altre in prezioso succo, mi sono data alla pazza gioia dolciaria! Quattro mini strudel sono finiti dritti dritti in freezer (azz... me ne serve uno più grandeeeeee!!!), una torta di mele se la sono spazzolata amici e parenti e ..questa versione light è stata la nostra merenda per un brevissimo spazio di tempo. Per fortuna che nel cesto di mele ce ne sono ancora un pò, sia per un bis, che da sgranocchiare così, con buccia e tutto, assaporando le variazioi di gusti...
 

TORTA DI MELE SENZA ZUCCHERO AL PROFUMO DI BASILICO

Per l'impasto:
200g di farina 
150g burro
5 foglie di stevia essiccate e ridotte in polvere (ovvero 1 cucchiaino di polvere di stevia)
scorza di un limone non trattato
1/2 bustina di lievito
1 cucchiaio di panna acida (ma potete usare anche quella normale, o dello yogurt)
burro e farina per la teglia

Per il ripieno
3 mele di medie dimensioni, io ho utilizzato quelle dal sapore più acidulo (perchè le adoro io così)
1 cucchiaino di stevia in polvere (o le famose 5 foglioline)
50g di uvetta ammollata e strizzata
qualche fogliolina di basilico e menta fresca
il succo di un limone

 Per preparare la pasta, versate la farina sulla spianatoia a fontana, mettete al centro la stevia, il lievito, la scorza di limone, la panna acida e il burro ammorbidito e lavorate il tutto finchè ben amalgamato. Formate una palla e mettetela in frigo per 30 min.

Intanto affettate le mele piuttosto sottili, mettetele in una ciotola con il succo di limone per evitare che anneriscano e aggiungete la stevia, l'uvetta e le foglie di basilico e menta tritate. A piacere potete aggiungere delle noci o mandorle al ripieno per renderlo più ricco.

Riprendete l'impasto, dividetelo in due parti, una più grande da stendere per fare la base del dolce e l'altra più piccola per ricoprirlo (erm..io e le proporzioni non andiamo d'accordo, per cui la copertura del mio dolce è 'brutta ma buona' e casuale, senza contare che lo stampo che ho usato era un pò troppo grande, ma sbagliando si impara.. restate sul piccolo comunque perchè con queste dosi non otterrete una tortona da 24cm!). Ponete il disco più grande quindi sulla base della tortiera imburrata e infarinata e riempite con il misto di mele e uvetta, poi coprite con il secondo disco (o con frammenti di pasta come ho fatto io) e schiaffate in forno per una mezz'oretta a 150°C. Non ci crederete che manca lo zucchero! Se volete potete sempre fare il pieno di calorie con una buona dose di panna appena montata.... slurp!



7 Sep 2012

Quando il nuovo anno inizia a settembre: polpette di melanzane

Mettiamola così, se si dovesse aspettare sempre fino al 1° gennaio per mettere nero su bianco dei buoni propositi e rimettersi in moto su tutti i fronti...beh, credo che si farebbe in tempo anche a dimenticarseli questi buoni propositi, anche perchè variano spesso e volentieri, no? A parte i soliti tipo: 'uhh quest'anno è la volta buona che perdo i rotolini di ciccia sui fianchi, si inizia a fare jogging! (sì, certo..)' o 'inizio a risparmiare, basta spendere soldi in ca**atine che non servono a niente..', ecc..  trovo che i miei 'goals' come dicono angli e sassoni riuniti, varino al variare degli umori, stagioni, necessità e calamità naturali.. Insomma, tutto questo per dire che sono tornata. Sì qui sul blogghino foodoso. E vi scrivo in direttissima dal verde del 'mio' (sono in affitto..) giardino!



Sono cambiate un pò di cose da quando è nato, in particolar modo la visione della dieta (non nel senso di programma alimentare dimagrante, ma di abitudini alimentari) mia e di Carlo.
Lo sconvolgimento è arrivato con il libro 'bibbia' di Sally Fallon, Nourshing Traditions, di cui vi avevo già parlato credo. E se all'inizio i suoi effetti sono stati subdoli, col passare del tempo ci siamo resi conto di come questo libro ci abbia messo su una strada nuova, che è andata (e va tuttora) arricchendosi di altri spunti, informazioni e libri-must.
La cosa più importante però è che mangiando meglio, stiamo meglio e questo ci invoglia ad approfondire sempre di più determinati temi.

La transizione seppur motivata dai buoni risultati già ottenuti, non è completa, nel senso che volendo vivere una vita 'normale', con inviti a cena, serate fuori con gli amici e momenti di festa, è molto difficile riuscire ad essere fedeli ad una dieta al 100%, senza contare che spesso risulta difficile reperire ingredienti di qualità.

Tradizioni che nutrono. Questo è il titolo del libro di Sally Fallon, incentrato proprio sulla riscoperta di cibi semplici ma genuini e preparazioni che o mantengono il più possibile inalterate le proprietà degli alimenti o addirittura le migliorano (un esempio che tutti conosciamo è quello del latte che attraverso la fermentazione diventa yogurt: un super-alimento). Nel libro vengono sfatati anche molti miti alimentari, tipo 'i grassi fanno male'. Ecco, Sally direbbe: dipende. Dipende da quali grassi e dalla loro qualità. Non si può di certo comparare una margarina industriale con un burro di malga fatto con latte crudo e ottenuto da vacche sane e non sfruttate... E per fare ancora un passo più in là, certo, anche i grassi servono, eccome! Ed è importante non eliminarli dalla dieta. 
Potrei continuare per ore, ma procederò un pò alla volta.

Intanto vi lascio una ricetta per delle polpettine di melanzane deliziose, proprio ora che ce ne sono in abbondanza è bello poter sfruttare quest'ultima 'ondata' di raccolto per prepararle in tutti i modi e magari conservarle per l'inverno. Ne ho grigliate molte perchè così le adoro, le ho cotte 'in tecia', saltate in padella e, ultimo esperimento queste polpette appunto. Potete conservarle anche in freezer per gustarle quando avrete bisogno di un piatto veloce e sfizioso!

La ricetta si basa su una che ho trovato nell'allegato del Cucina Italiana di agosto. Io ho apportato solo un paio di piccole modifiche.. Ah, le foto fatte alla sera quando si ha tanta fame non escono mai un granchè, ma vi assicuro che sono pure belle da vedere:-)



POLPETTE DI MELANZANE

Per 12 polpette

450g melanzane
40g uvetta ammollata e strizzata
50g formaggio greco di capra tipo feta
2 uova (di uno di questi, separate il tuorlo dall'albume)
2 cucchiai di tahini (pasta di semi di sesamo, io ho usato quella nera. La potete trovare nei negozi di alimenti mediorientali)

(ps: mentre scrivo questo, i ragazzoni dell'Enel hanno appena tranciato dei cavi che stavano appesi proprio sopra la mia testa e ora se ne stanno distesi lì davanti a me dopo una simpatica dondolata in aria:-))

farina e pangrattato qb.
qualche foglia di menta piperita
olio per friggere (a me era rimasto solo olio d'oliva che però non è molto stabile alle alte temperature. Il massimo sarebbe l'olio di cocco, ma non è facile da trovare. In alternativa del buon burro o lardo. Eviterei gli oli vegetali industriali, spesso già rancidi...)
sale marino integrale e pepe nero


Fate spurgare le melanzane tagliate a pezzetti in acqua fredda (io le ho messe in ammollo al mattino e sono andata a fare la spesa, poi al ritorno le ho sgocciolate) poi fatele lessare per 5min. in acqua salata e scolatele, strizzandole bene per far uscire il più possibile l'acqua. Mettetele nel frullatore con il tuorlo d'uovo, il formaggio feta, il sale, il pepe, la menta e la tahini e frullate bene. Se necessario aggiungete una cucchiaiata di pangrattato per migliorarne la consistenza e poter formare più agevolmente le polpette. Aggiungete all'impasto l'uvetta, mescolate bene e aiutandovi con un cucchiaio, formate delle palline di ca. 5-6cm di diametro. Dovreste ottenerne una dozzina. Passatele nella farina, poi nel rimanente uovo sbattuto con l'albume avanzato e un pò di sale, e infine nel pangrattato (se volete, mescolate a questo dei semi di sesamo interi). Per finire, friggete le vostre polpettine nell'olio ben caldo per pochi minuti, finchè belle dorate. Ponetele ad asciugare eventuali eccessi d'olio su carta assorbente e servite subito, belle calde, accompagnate da un pò di yogurt greco, aromatizzato a piacimento con un trito di menta fresca.

29 May 2012

CREMA VERDE CON CALAMARI E ARANCIA


Ciao a tutti!!! Dopo mesi di latitanza da questo blog (e in parte dai fornelli) sono tornata con una ricettina nuova di zecca anche per me.
Immagino capiti a tutti, non solo a me, di ritrovarsi ogni tanto in cucina con pochissima voglia di tirar fuori pentolame e ingredienti vari e cercare di inventarsi una cena e poi, per assurdo, ritrovarsi fra le mani - o meglio, in bocca - una pietanza che ti coglie di sopresa per l'inaspettata bonta'! Della serie: ''ma se praticamente mi sono trascinata dal frigo ai fornelli mischiando le cose quasi a caso?! mah...''
E ovviamente, per chissa' quale legge fisico/astrologica/qhouqyrqzzzfhk (!) le volte che ti metti d'impegno e fai le cose per bene.... zac! disastro! hahaha.. Ok, non e' sempre cosi', ma capita.

Dicevamo! Ricetta. Ah si'. Anzi, prima di passare a quella, vi dico solo che in Nuova Zelanda, dove ho trascorso un bel mesetto e mezzo (date un'occhiata qui) ho imparato tante, ma tante, ma dico taaaaante di quelle cose che meta' basta. Di cucina si', e dintorni. E vorrei dirvele tutte, ma mi si incasina la testa solo a pensare da dove cominciare. Cosi' faremo un passetto alla volta e iniziero' con il prossimo post, intanto metto ordine fra gli appunti mentali e cartacei!




CREMA VERDE (mi sta piu' simpatica di 'vellutata') CON CALAMARI E ARANCIA x4

2 spicchi d'aglio
olio d'oliva qb
peperoncino in polvere ma anche fresco se ce l'avete a piacere (ma non ci andrei troppo pesante, meglio giusto un accenno..)
un broccolo, lavato e fatto a pezzi non troppo grossi
piselli, freschi o surgelati a voi la scelta. Io sono andata di surgelato...
dado vegetale bio (non simpatizzo per i dadi, neanche quelli vegetali bio, ma quando non si ha voglia...)
due calamari interi, tentacoli e tutto, che pulirete e taglierete ad anellini e pezzetti 
una manciata di quinoa bianco
scorza grattuggiata di un'arancia (al momento le arance sono di stagione da queste parti)
sale e pepe nero macinato fresco

Fate rosolare l'aglio spremuto con lo spremi-aglio giusto il tempo di insaporirlo (non bruciatelo che poi e' pesante) nell'olio assieme al peperoncino, aggiungete il broccolo e il brodo caldo, fate cuocere per 7min ca. il tutto, poi aggiungete i piselli surgelati (attendete di piu' magari se sono freschi) e quando il broccolo vi sembra morbido, spegnete, passate il tutto al mixer, regolate di sale, e aggiungete i calamari, il quinoa e l'arancia tutti assieme. Quando il quinoa sara' cotto, lo saranno anche i calamari (non ci ho neanche pensato ieri, ma erano cotti al punto giusto, non duri). Togliete dal fuoco, aspettate una decina di minuti per non ustionarvi e servite con un filo d'olio d'oliva e il pepe nero macinato fresco.
A noi e' piaciuta tantissimo, con quel profumo di arancia poi, e oggi a pranzo, quel che era avanzato, ci e' piaciuto ancora di piu'! Ma si sa che minestroni e famiglia sono piu' buoni il giorno dopo...

25 Mar 2012

Sfogliatine alla banana e toffee super veloci

 

Come qualcuno di voi già saprà io e il fiancée ci stiamo preparando per trascorrere poco più di un mese in Nuova Zelanda, l'altra contendente alla 'paternità' delle pavlove (dolci di meringa, panna e frutta che gli australiani affermano di aver inventato). Potete facilmente immaginare come, fra problemi col visto australiano e i suddetti preparativi, il tempo per cucinare si sia ridotto a mera sopravvivenza e/o abuso degli ottimi ristorantini della zona. Tanto per farvi un esempio, ieri sera abbiamo cenato con una bella coppa di gelato, yum!
Quando però ai fornelli mi ci metto finisco con l'inventarmi il pranzo o il dessert assemblando gli ultimi ingredienti rimasti in dispensa e in frigo, che andando via per un mese, mica li posso lasciare lì?
A volte i risultati sono così così, altre volte come nel caso di questo dolce non mi posso lamentare, anzi, sto imparando proprio alcune ricette 'frugali' e veloci che possono tornare utili in molte altre occasioni!

Ecco quel che ho preparato sabato fra un contollo allo stato della tenda da campeggio e la creazione di qualche altra sciarpa in feltro per il mercato di ieri...




SFOGLIATINE ALLA BANANA E TOFFEE
Ingredienti per 4 persone

2 fogli quadrati di pasta sfoglia già pronta (o ritagliate 8 quadrati di ca. 10cm di lato da un rotolo di sfoglia)
2 banane
1 grossa manciata di noci tritate grossolanamente (lasciatene qualche pezzo intero)
1grossa manciata di mandorle tostate e tritate grossolanamente (lasciatene qualche pezzo intero)
una cucchiaiata di semi di sesamo neri
una manciata di riso o miglio soffiato
30g di burro
50g di zucchero
1 cucchiaio e mezzo d'acqua
estratto liquido di vaniglia qb / una stecca di vaniglia incisa e i semi rimossi


Prendete 4 stampini da muffin o da crostatine (io ho utilizzato questi ultimi) e rivestiteli con carta da forno.

Dividete in 4 parti e distribuitele sul fondo di ciascun stampino le noci, le mandorle, i semi di sesamo e il riso soffiato.



Sbucciate le banane e tagliatele a rondelle e ponetele sopra il misto di noci.



Preparate il toffee mettendo in una padellina antiaderente il burro, lo zucchero, l'acqua e la vaniglia e fate sciogliere il tutto a fuoco medio, mescolando sempre con un cucchiaio di legno finchè inizia a prendere un bel color caramello. Versatelo poi sopra le banane negli stampini.

Coprite infine gli stampini con i quadrati di sfoglia (io ho bagnato i lati che andavano verso il basso con del latte perchè così, rigirando poi le tortine, anche questi sono belli dorati) due per ogni stampino, girandoli di modo che gli angoli/le punte della stella non combacino ma siano tutte ben visibili.

Infine ponete  le stelline nel forno già caldo a 200°C per 20-25' o finchè belle dorate. Guarnite con qualche semino di sesamo nero e servite caldo, magari con un pò di panna se ce l'avete. Voilà!




7 Mar 2012

Biscotti di farina di riso alle mandorle per i bisognosi di coccole



Visti i problemucci col visto, di cui ho parlato su 'Dall'Australia con amore' in questi giorni, la mia testa era in ebbollizione e i nervi sul punto di saltare così ho dovuto trovare delle valvole di sfogo: passeggiate all'aria aperta, yoga e..dolcetti! Perchè a volte bisogna proprio coccolarsi... e siccome le cose o si fanno bene o non si fanno, mi sono messa ad impastare questi biscotti alle mandorle che sono davvero golosi e uno tira l'altro. Meglio, così prima si iniziano, prima si finiscono e prima si può tornare a regime con le calorie! hehe..

Se anche voi siete in vena di coccole alimentari ve li consiglio, funzionano...


BISCOTTI DI FARINA DI RISO ALLE MANDORLE*
*sostituibili con arachidi, sesamo, nocciole, ecc... 

Ingredienti

140g farina di riso
40g farina di cocco
40g fecola di patate
(io ho 'fatto fuori' un pò di avanzi di farina, se non avete farine 'strane' potete usare anche semplice farina bianca)
1 cucchiaino raso di lievito
1 cucchiaino raso di sale fino
1 uovo
2 cucchiai d'acqua
250g di zucchero di canna
180g di crema alle mandorle (una specie di burro di arachidi, ma di mandorle. Se non lo trovate usate pure quello di arachidi o la tahini ma ricordatevi di sostituire le mandorle in tutti i passaggi)
100g burro morbido
3 cucchiai di latte di riso (o normale)
15ml di estratto di vaniglia (o 1 bustina di vanillina)
una manciata di mandorle tostate e triturate (o arachidi, o sesamo se usate la tahini, o quello che preferite)
80g di scaglie di cioccolato bianco (facoltative)

In una terrina mescolate le farine con il lievito e il sale e mettete da parte. In un altro recipiente mescolate invece lo zucchero, la crema di mandorle, il burro, il latte e la vaniglia, aggiungete poi l'uovo e l'acqua e con lo sbattitore elettrico amalgamate bene il tutto. A questo punto versate la farina nel contenitore, assieme alle mandorle tostate e triturate ed eventualmente il cioccolato bianco.
Mettete in frigo finchè il composto si sarà un pò rassodato e vi verrà facile raccoglierlo a cucchiaiate e formare tanti dischetti di 4-5cm da posare sulla teglia del forno precedentemente rivestita di carta da forno. Ricordatevi di lasciare un pò di spazio fra i biscotti! Dovrebbero uscirvi circa 2 sfornate..
Per dargli quel tocco in più potete premere la superficie con i rebbi di una forchetta in direzioni opposte così da formare il classico reticolato dei biscottoni americani.
Infornate a 190°C per una decina di minuti o finchè iniziano a prendere colore. Devono restare piuttosto morbidini! Una volta tolti dal forno, trasferiteli, carta e tutto, su una gratella a raffreddarsi un pò, poi se proprio volete farla brutta, preparatevi pure una tazza di cioccolata calda e inzuppate i vostri biscottoni... il palato ringrazierà:-)




Pane di segale, con noci, chia e semi di acacia tostati



Ci risiamo, passato il caldo caldissimo di 10gg fa, siamo tornati a temperature più miti, quasi fresche, e con queste è tornata la voglia di panificare e spadellare. W il fresco!

La mia Tallulah, ovvero la mia bimba che ormai ha compiuto 1 anno e 1 mese (sto parlando del mio 'blob' di pasta madre) mi sta dando soddisfazioni incredibili, è proprio vero che più 'invecchia', meglio è!

Alcuni giorni fa siamo stati invitati ad un BBQ da amici e fra le cosucce che abbiamo portato loro, c'era anche una bella pagnotta bianca. Per non sprecare lievito, lo stesso giorno ho fatto però anche un altro impasto, questa volta un mix di farina di segale e frumento ed è stato proprio questo pane a entusiasmarmi. E così, questa settimana ho deciso di riprovarci, ma siccome va contro la mia natura il ripetere le cose due volte, ho apportato alcune modifiche, arrichendo l'impasto con noci, semi di acacia tostati e chia: un ottimo mix per la colazione!

I semi di Chia per chi non li conoscesse, sono dei semini piccoli piccoli che ricordano vagamente quelli di papavero per le dimensioni e hanno un colore che varia dal nero al grigio chiaro e sono nativi delle Americhe. Conosciuti già da Maya ed Aztechi, sono molto apprezzati per il loro valore nutrivo. Sono fra gli alimenti più ricchi di Omega 3 e Omega 6 (in un rapporto di 3:2 che li rende particolarmente assimilabili), vitamina B12 e di molti altri minerali fra i quali spiccano ferro e calcio. Non mancano neppure gli antiossidanti, che si sa, combattono l'invecchiamento. E poi si comportano un pò come i semi di lino, gonfiandosi d'acqua diventano un pò 'gelatinosi' e sono quindi anch'essi perfetti per dare una ripulita all'intestino!

(immagine tratta liberamente dal web)

I semi di acacia tostati invece sono ottimi come surrogato del caffè, ma costituiscono anche una gustosa aggiunta a torte, biscotti e nel mio caso..pane. In Australia ci sono centinaia e centinaia di specie diverse di Acacia e la maggior parte di esse produce semi che per noi sono velenosi. Gli Aborigeni però conoscono da sempre i semi commestibili e li mangiano anche verdi per sostentamento. Solitamente però quel che si trova in commercio sono i semi tostati e/o ridotti in polvere che hanno appunto un sapore che ricorda il caffè, le nocciole e il cioccolato. Mi piace l'idea di usare prodotti che siano australiani e l'acacia è davvero uno dei simboli di questo Paese (infatti l'infiorescenza, che poi sarebbe una mimosa, è raffigurata anche nella bandiera australiana). Sebbene l'acacia cresca in molte parti del mondo, le piante di qui hanno fioriture che superano in bellezza tutte le altre varietà e sono davvero OVUNQUE.



Ma torniamo alla pagnotta, qui ho una foto di quella di oggi, quella della settimana scorsa non ce l'ho, ma era un pò più piccola e tonda e ovviamente senza le noci.



PANE DI SEGALE (versione ricca: CON NOCI, CHIA E SEMI DI ACACIA TOSTATI)

Ingredienti

150gr lievito madre
360gr acqua
300gr farina di segale bio
200gr farina bianca bio
100gr farina bianca ad alto contenuto di glutine, bio
2 cucchiaini di sale fino
2 cucchiai di olio d'oliva

Per la variante 'ricca' aggiungete
1 tazza di noci triturate grossolanamente
2 cucchiai di semi di chia
1 cucchiaio di semi tostati di acacia

In una terrina capiente mettete il lievito madre e scioglietelo con l'acqua versandola poco alla volta per evitare grumi. Aggiungete quindi l'olio, ** le farine e per ultimo il sale. Mescolate bene con una spatola di legno finchè potete, poi continuate con le mani. Date una prima impastata veloce, poi lasciate fermo il tutto per un quarto d'ora e riprendete in mano, questa volta impastando energicamente per ca. 10-15' o finchè ottenete una palla liscia e un pò elastica (con queste farine non sarà mai elasticissima).
Lasciate in un posto asciutto, a temperatura confortevole (20-25°C) e  lontano da correnti d'aria, a lievitare per ca. 2h, dopodichè riprendete l'impasto e procedete con la piegatura.(*** vedi sotto per variante 'ricca')
Le pieghe consistono nel prendere la vostra bella palla e stenderla sul piano di lavoro allargandola con le mani fino a formare un rettangolo. Questo rettangolo, in cui avrete affondato le dita un pò di volte (le fossette trattengono bolle d'aria) va ripiegato su sè stesso in tre: prendete il lembo destro e lo piegate verso sinistra arrivando fino ad 1/3 del rettangolo, poi prendete il lembo sinistro e sovrapponetelo all'altro. Girate di 45°C il mini-rettangolo così ottenuto e ricominciate, compiendo questa operazione 3-4volte. Dopodichè lasciate riposare nuovamente il pane per una quindicina di minuti.
Riprendetelo nuovamente, dategli la forma desiderata e ponetelo sulla piastra su cui poi lo infornerete (io ne ho una in metallo, purtroppo niente granito, e la rivesto di carta da forno leggermente infarinata). Praticate dei leggeri tagli sulla superficie che permetteranno al pane di espandersi e lasciate nuovamente lievitare con calma per 4 orette circa (ma dipende sempre dalla temperatura di casa vostra. Se volete capire quando il pane è da infornare, provate a spingere l'impasto con un dito: se rilasciandolo l'impasto tenderà a tornare nella posizione iniziale molto rapidamente significa che deve lievitare ancora un pò. E' pronto da cuocere quando torna 'indietro' lentamente. Se non torna più indietro e rimane l'impronta del vostro dito, aihmè è già passato di lievitazione). Se tendesse a seccarsi sulla superficie, spruzzategli appena un pò d'acqua così da mantenerlo umido.
Infornate infine in forno già caldo a 235°C per i primi dieci minuti, poi abbassate la temperatura a 195°C e cuocete per altri 25'ca. A questo punto io lo tiro fuori un secondo e lo rigiro sotto sopra per poi rimetterlo in forno ed ultimare la cottura (5-10' in più). Queste sono indicazioni relative perchè davvero ogni forno ha le sue caratteristiche ed è tutto molto variabile! Per controllare se è cotto, 'bussate' sul fondo della pagnotta, se suona di vuoto allora è cotto.

** Per la variante 'ricca', i semi di acacia tostati vanno aggiunti ora. Prima però versatevi su una piccola parte dell'acqua che andrà nell'impasto che avrete fatto bollire. Dovrete preparare una specie di caffè, lasciando poi intiepidire l'infuso prima di aggiungerlo agli altri ingredienti.

*** Per la variante con le noci, queste e il chia sono da aggiungere all'impasto poco prima di effettuare le pieghe. Impastate tutto bene, finchè sono sparpagliate uniformemente, poi procedete con la piegatura come scritto sopra.

Se avete domande in proposito, chiedete pure! Ora vado a sfornare le ultime pagnottine...

11 Feb 2012

SALVIA FRITTA ALLA CANNELLA E ZAFFERANO

La mia ultima mania è un libro di cucina storico, che in molti conosceranno. Trattasi del 'Libro de arte coquinaria' del Maestro Martino, il cuoco più famoso del periodo a cavallo fra medioevo e rinascimento. A servizio di patriarchi e signori, raccolse ricette di particolare raffinatezza ma esposte in modo molto semplice e diretto.
Curiosissime le indicazioni riguardo i tempi di cottura... "due pater noster" , "un miserere", ... Mi han fatto ripensare alla mia povera nonna, che quando lavorava in ospedale a Vigevano, da giovane, mentre sgranava piselli o pelava montagne di patate, recitava rosari interi!

La prima ricetta che ho provato è una semplice semplice che però volevo provare da un pò, scovata fra quelle riportate in fondo, ovvero quelle riviste e 'modernizzate' da Stefania Barzini: la salvia fritta appunto. A noi è piaciuta, abbiamo pensato fosse un simpatico stuzzichino da offrire agli amici, soprattutto se servito in un sacchetto di carta e le foglie disposte un pò così, a mò di mazzolin di fiori:-)


SALVIA FRITTA

Per 6 persone

un mazzo di foglie di salvia fresca, private dei gambi
150g di farina (io però ho usato metà farina di quinoa che mi avanzava e metà di grano, sempre per limitare i danni, visto che non potrei mangiare molta farina di grano appunto)
1 uovo
1/2 bicchiere di vino bianco del tipo che volete, ma non dolce
8 stami di zafferano
1 cucchiaino di cannella in polvere
sale
acqua qb
olio per friggere

Scaldare in un pentolino pochissima acqua (2-3cucchiai ca.) e quando bolle, spegnere il gas e versarla subito sullo zafferano e attendere 5min prima di filtrarla.
Mescolate intanto tutti gli altri ingredienti, tranne la salvia e l'olio, poi aggiungete prima l'acqua con lo zafferano, poi se l'impasto fosse ancora troppo denso, aggiungetene ancora. Dovreste ottenere una pastella omogenea e piuttosto liquidina.
A questo punto scaldate l'olio (sarà caldo abbastanza quando immergendovi uno stecchino di legno farà le bollicine tutt'intorno) e prendete le foglie di salvia, immergetele nella pastella e poi friggetele, girandole su entrambi i lati, finchè dorate e croccanti. Ponetele su carta assorbente e, a piacere, salatele ancora un pò.
Consumatele il prima possibile!

Fusilli con melanzane e caprino fresco

Alzi la mano chi fra di voi pensava che avessi completamente abbandonato i fornelli! In tanti eh? Non vi biasimo, perchè fra le vacanze in Italia, dove siamo stati viziati all'inverosimile da familiari e amici, e il caldo torrido delle prime settimane del nostro rientro in Australia, davvero non abbiamo cucinato!
In verità ci tenevamo anche a smaltire un pò gli eccessi delle feste, anche perchè di solito passano mesi fra Natale e l'estate, mentre noi ci siamo arrivati nel giro di 24h e si sa...dopo aver straviziato di formaggi, salumi tipici, dolcini e dolcetti vari, ecc... il corpo ne risente, sopratutto nel mio caso le classiche parti basse (ma dico io, perchè il grasso non finisce in zona petto come alle anatre? uffffff..........).
E allora avanti di pomodori e insalatine!

Dopo un paio di settimane, complice anche un primo leggero calo delle temperature, abbiamo rispolverato le pentole e questa qui sotto è una pasta-esperimento che ci è piaciuta molto.

Avevo un pò di pasta di riso (io e il grano non siamo molto amici purtroppo..), una bella melanzana, mezzo pacchettino di formaggio fresco di capra e ho pensato di mescolarli.

So che per chi mi legge questa non è esattamente la stagione delle melanzane ma sempre che il gelo non decida di proseguire fino a luglio, prima o poi magari potrete provarla anche voi!

Intanto un'immagine e già qua vi avviso che la mia fedele macchina fotografica si è rotta e quindi uso questa di scorta que no me gusta mucho:



FUSILLI CON MELANZANE E CAPRINO FRESCO

Per 2 persone

180g di fusilli (io ho usato quelli di riso)
1 melanzana piccola
1/2 cipolla rosa da insalata o un'altra cipolla abb. dolce
90g di caprino fresco, spezzettato
origano fresco a piacere
olio di oliva qb

Prima ho preso la melanzana, l'ho affettata molto sottile (4-5mm) e ho grigliato le fettine sulla piastra. Man mano che erano pronte le ho messe in una terrina con un filo d'olio, un pò di sale e l'origano fresco spezzettato. Nel frattempo ho fatto cuocere la pasta e ho messo in un'altra padella la cipolla affettata sottile facendola soffriggere appena con un pò d'olio (ci tenevo che rimanesse più sul crudino che sul cotto). Ci ho poi aggiunto le melanzane, salando il tutto, e la pasta scolata.
Per ultimo ho messo il caprino, ho mescolato abbastanza a lungo così che la pasta si condisse per bene e ho impiattato.
Il primo piatto caldo dell'anno non ci ha delusi!

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